Ti è mai capitato di parlare di Bitcoin con qualcuno e sentirti chiedere “ma chi l’ha inventato?” o “è vero che uno ci ha comprato una pizza?”. Dietro Bitcoin c’è una storia piena di dettagli strani, incidenti e scelte curiose. Conoscerli aiuta anche a capire meglio come funziona il protocollo.

Qui trovi 20 curiosità su Bitcoin, tutte verificate, raccolte in cinque gruppi: le origini, il mistero di Satoshi, i primi scambi, gli incidenti e i numeri.
Le origini: come è nato Bitcoin
1. Il sito è nato prima di Bitcoin
Il dominio bitcoin.org è stato registrato il 18 agosto 2008, più di due mesi prima che il progetto venisse presentato al mondo. Chi l’ha creato sapeva già come si sarebbe chiamata la sua invenzione.
2. Il whitepaper è uscito ad Halloween
Il documento che descrive Bitcoin, “Bitcoin: un sistema di moneta elettronica peer-to-peer”, è stato pubblicato il 31 ottobre 2008 su una mailing list di appassionati di crittografia. Sono appena nove pagine: bastano per spiegare come far funzionare una moneta digitale senza banche né autorità centrali.
3. Il primo blocco contiene un titolo di giornale
Il 3 gennaio 2009 nasce il blocco di genesi, il primo anello della catena. Dentro c’è una frase presa dalla prima pagina del quotidiano The Times di quel giorno: “Chancellor on brink of second bailout for banks”, cioè il ministro delle finanze britannico pronto a un secondo salvataggio delle banche.
Quella frase fa due cose. Dimostra che il blocco non può essere stato creato prima di quella data, come un timbro postale. E lascia capire da quale problema nasce Bitcoin: un denaro che non dipende dai salvataggi decisi dall’alto. Da quel blocco parte la timechain, il registro che da allora non si è mai fermato.
4. I primi 50 bitcoin non si possono spendere
Il blocco di genesi assegnava una ricompensa di 50 BTC. Per come è scritto il codice, però, quei bitcoin non entrano nell’elenco delle monete spendibili: nessuno potrà mai usarli, nemmeno chi ha creato il blocco. Non è chiaro se sia stata una scelta voluta o una svista.
5. Tra il primo e il secondo blocco passano sei giorni
Oggi un blocco arriva in media ogni 10 minuti. Il blocco numero 1, invece, porta la data del 9 gennaio 2009, sei giorni dopo il blocco di genesi. È lo stesso giorno in cui è stata pubblicata la prima versione del software Bitcoin.
6. La prima transazione è andata a Hal Finney
Il 10 gennaio 2009 il crittografo Hal Finney scrive su Twitter due parole diventate famose: “Running bitcoin”, cioè “sto facendo girare Bitcoin”. Due giorni dopo, il 12 gennaio, riceve da Satoshi 10 BTC nel blocco 170: è il primo passaggio di bitcoin da una persona a un’altra.
Il mistero di Satoshi Nakamoto
7. Nessuno sa chi sia Satoshi
Satoshi Nakamoto è lo pseudonimo di chi ha creato Bitcoin. Non sappiamo se sia una persona o un gruppo, né di che nazionalità. Qualche indizio c’è: nei messaggi usava l’inglese britannico (“colour”, “bloody hard”) e chi ha studiato gli orari dei suoi post ha notato che quasi non scriveva tra le 5 e le 11 del mattino, ora di Greenwich. Nessuna delle tante persone indicate come “il vero Satoshi” è mai stata confermata.
8. Il suo ultimo messaggio
Satoshi ha partecipato attivamente allo sviluppo fino a dicembre 2010. Nell’aprile 2011 scrive a uno sviluppatore di essere “passato ad altro”. Da allora non si è più fatto sentire. Il progetto era già in mano alla comunità, ed è anche per questo che Bitcoin non ha un capo.
9. Un tesoro mai toccato
Secondo le stime degli analisti, nel primo anno Satoshi avrebbe accumulato tra 600.000 e 1,1 milioni di bitcoin facendo mining. Quelle monete non si sono mai mosse. Se un giorno si spostassero, sarebbe una delle notizie più seguite nella storia di Bitcoin.
10. Il satoshi prende il nome da lui
Un bitcoin si divide in 100 milioni di parti. La più piccola si chiama satoshi (o sat): 1 BTC = 100.000.000 sat. Il nome l’ha proposto un utente del forum Bitcoin, “ribuck”, tra la fine del 2010 e l’inizio del 2011, ed è stato adottato da tutti. Per questo puoi comprare anche solo pochi euro di bitcoin: quello che compri è una quantità di satoshi.
I primi scambi: quando un bitcoin valeva meno di un centesimo
11. Il primo prezzo: 1.309 bitcoin per un dollaro
Il 5 ottobre 2009 un servizio chiamato New Liberty Standard pubblica il primo tasso di cambio conosciuto: 1 dollaro = 1.309,03 BTC. Il calcolo si basava sul costo dell’elettricità necessaria per estrarre un bitcoin con un computer di casa. È un bell’esempio di quanto fosse diverso il mining di allora rispetto alle mega-farm di oggi.
12. Due pizze per 10.000 bitcoin
Il 22 maggio 2010 il programmatore Laszlo Hanyecz paga 10.000 BTC per due pizze, ordinate da un altro utente del forum e consegnate a casa sua in Florida. All’epoca quei bitcoin valevano circa 41 dollari. È considerato il primo acquisto di un bene reale in bitcoin e ogni 22 maggio la comunità festeggia il Bitcoin Pizza Day.
13. Il primo grande exchange nasce dalle carte Magic
Mt. Gox, per anni il più grande exchange di bitcoin (una piattaforma per comprarli e venderli), deve il nome a “Magic: The Gathering Online eXchange”: il sito era nato per scambiare carte del famoso gioco. Nel 2014 è fallito dopo la perdita di centinaia di migliaia di bitcoin dei clienti, e ancora oggi è l’esempio più citato del rischio di lasciare le proprie monete a qualcun altro.
Incidenti e storie incredibili
14. Il giorno in cui comparvero 184 miliardi di bitcoin
Il 15 agosto 2010 qualcuno sfrutta un errore nel codice e crea, nel blocco 74638, oltre 184 miliardi di bitcoin, divisi tra due indirizzi. Il software non controllava che, sommando gli importi, il risultato non diventasse così grande da “traboccare”.
Gli sviluppatori pubblicano una versione corretta in circa cinque ore. I nodi aggiornati rifiutano quella transazione e, dopo circa 50 blocchi, la catena corretta supera quella sbagliata. Da allora è rimasta l’unica.
15. Il disco finito in discarica
Nel 2013 il gallese James Howells butta per sbaglio un vecchio disco rigido che conteneva le chiavi di circa 8.000 bitcoin, estratti anni prima. Il disco finisce nella discarica di Newport. Per oltre dieci anni prova a convincere il comune a farlo scavare, arrivando fino in tribunale, senza successo. Nel 2025 annuncia di aver rinunciato.
16. Milioni di bitcoin sono persi per sempre
Chiavi dimenticate, dischi buttati, persone scomparse senza lasciare istruzioni. Le società di analisi stimano che tra 3 e 3,7 milioni di bitcoin siano fermi da anni e probabilmente persi. Chi ha la chiave privata controlla i bitcoin, e chi la perde li perde. Per questo conviene capire bene come conservare la seed phrase da 12 o 24 parole.
I numeri di Bitcoin
17. I bitcoin non saranno mai esattamente 21 milioni
Il limite di 21 milioni è famoso, ma per come sono arrotondate le ricompense dei blocchi il totale finale sarà di circa 20.999.999,9769 BTC. Mancherà una piccola frazione di bitcoin che non verrà mai creata.
18. Il ventimilionesimo bitcoin è già stato estratto
All’inizio del 2026 la rete ha superato i 20 milioni di bitcoin emessi. Per estrarre l’ultimo milione servirà più di un secolo, perché la ricompensa si dimezza ogni quattro anni circa: l’ultimo satoshi arriverà intorno al 2140. Il ritmo resta regolare grazie alla difficoltà di mining, che si ricalibra ogni 2.016 blocchi.
19. Il whitepaper era nascosto in ogni Mac
Nel 2023 un blogger scopre che tutte le versioni di macOS dal 2018 (Mojave) contenevano una copia del whitepaper di Bitcoin, usata come documento di prova per un’utilità di sistema. Apple l’ha tolto poco dopo, a partire dagli aggiornamenti di Ventura 13.4. Per cinque anni milioni di persone hanno avuto il documento di Satoshi sul computer senza saperlo.
20. Bitcoin ha un suo simbolo: ₿
Come l’euro (€) e il dollaro ($), anche Bitcoin ha un simbolo riconosciuto: ₿. È entrato nello standard Unicode nel 2017, quindi oggi si può scrivere su quasi tutti i computer e telefoni.
Da dove partire dopo queste curiosità
Molte di queste storie hanno qualcosa in comune: mostrano che Bitcoin funziona grazie a regole verificabili da tutti, non grazie a qualcuno di cui fidarsi. Se vuoi andare oltre gli aneddoti, parti dalle basi: leggi il whitepaper (nove pagine, ricordi?) e scopri quello che avremmo voluto sapere prima di iniziare.
La prossima volta che qualcuno ti chiede della pizza da 10.000 bitcoin, saprai raccontargli anche il resto della storia.
